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12 luglio 2008

torta al ribes e wafer alla nocciola!!!


Curiosando su internet alla ricerca di una torta al ribes rosso (e sí... alla fine ho deciso di farla cosí!!) ho trovarto questa bellissima torta.
E´senza uova e facilmente veganizzabile. Inoltre é facilmente adattabile alla frutta di stagione o che si ha in casa, e si puó cambiare il gusto dei wafer, o al loro posto usare un altro tipo di biscotti. La ricetta é la seguente:

325 g wafers alla nocciola (oppure biscotti secchi o cornflakes)

50 g burro o margherina

gelatina alimentare (agar agar o altro. Su una rivista di cucina ho letto che si puó usare una bustina di "tortagel" scaldata con acqua, o succo di frutta, e zucchero come indicato sulla confezione), l´equivalente di 8 fogli.

200 g ribes nero

150 ml succo di ribes nero

50 g zucchero

500 g jogurt alla vaniglia (alla soya o con latte di mucca)

400 ml panna (di soya, avena o latte di mucca)

1 bustina tortagel (loro dicono rosso, non l´ho mai usato, quindi non so gli ingredienti. Temo come colorante usino la cocciniglia, quindi userei quello chiaro e al posto dell´acqua userei un succo di frutta rossa per colorarlo)

100 g ribes rosso

1 c zucchero a velo



Schritt 1 Foderare il fondo di una teglia a cerniera (ø 26) con della carta da forno. Mettere il bordo della teglia.
Tritare finemente i wafer alla nocciola. Aggiungere il burro ammorbidito e mescolare bene. Coprire il fondo della teglia con questo impasto, schiacciando forte .

Schritt 2 Scaldare il succo lo zucchero. Lavare e asciugare la frutta.
Schritt 3Aggiungere il gelatificante (agar agar o quello che preferite) al succo di ribes nero. Aggiungere lo yogurt freddo alla vaniglia. Mentre si solidifica, montare a parte la panna. Aggiungere allo yogurt prima la panna e poi il ribes nero. Versare il tutto nella teglia e livellare bene. Coprire con un foglio di pellicola, e mettere in frigo per circa 3 ore.

Schritt 4Preparare il tortagel, fatelo un po´ raffreddare e versatelo sulla superficie della torta.
Schritt 5Con attenzione mettete la torta su un piatto senza la carta da forno. Tagliare i wafer a triangolo. "Ghiacciate" il ribes nero con lo zucchero a velo e decorate la torta.

04 luglio 2008

losanghe ai pinoli



Durante i primi anni delle superiori mi divertivo a preparare questo dolce per tutte le occasioni: domeniche, feste, visite di amici...
Questo per dirvi la semplicità della ricetta!!! All'epoca ero ancora una paciugona in cucina e mia mamma aveva trovato questa ricetta sulla Cucina Italiana per farmi fare un dolce decente.


LOSANGHE AI PINOLI
Dosi per 6 persone

Farina bianca g 300,
pinoli g 300,
burro g150,
zucchero semolato g 100 più 3 cucchiaiate,
mandorle g 80,
zucchero a velo,
vanilina.

Mescolate la farina con il burro morbido, in modo da ottenere un mucchio di
briciolame. Aggiungete g 100 di zucchero, un pizzico di sale, una
bustina di vanillina e 50 g d'acqua. Impastate rapidamente quindi
avvolgete la pasta in poca pellicola trasparente e mettetela riposare
in frigorifero per 30'. Nel frattempo passate al tritatutto le mandorle con g
100 di pinoli e 3 cucchiaiate di zucchero, per ottenere una farina
finissima, raccoglietela in una ciotola e amalgamatela con 50 g di
acqua,ottenedo un composto cremoso. Tirate la pasta in un rettangolo di
mm 4 di spessore, sistematelo su una placca coperta da carta da forno,
spalmando con il composto di mandorle e pinoli e cospargetelo con i
pinoli rimasti interi.
Infornate a 170° per 45' circa;
tagliate il dolce ancora tiepido a losanghe regolari e cospargetele di zucchero a
velo. Servitele fredde.

torta gopinatha


Ricetta di mia mamma. Era una delle mie torte preferite quando ero piccola!!!

Per renderla vegan al 100% sostituite il miele con lo sciroppo d'acero o con il direktsaft di mele o pere (come si chiama in italiano?), e il burro con la margherina


Ingredienti per 8 persone

farina bianca gr 200,
burro morbido gr 170,
miele gr 120,
zucchero semolato gr 50,
mandorle sbucciate gr 50,
cacao o farina di carruba gr 50,
pinoli gr 15,
1 fialetta di aroma di rum,
1 cucchiaino di lievito per dolci,
canella, chiodi di garofano e zenzero in polvere
3 biscotti secchi o pan grattato.

Sbriciolare i biscotti o pan grattato. Imburrare uno stampo da crostate rotondo e cospargete con i biscotti sbriciolati.
In una ciottola mettere la farina bianca assieme al lievito, il cacao o farina di carruba, lo zucchero e un bel pizzico di cannella chiodi di garofano e zenzero macinati.
Mescolare gli ingredienti ed aggiungere il miele e 150 gr di burro morbido a pezzetti. Impastare il tutto (se occorre aggiungere uno o due cucchiai d'acqua)Mettere il composto nello stampo formando uno stratto uniforme e distribuire le mandorle e i pinoli formando un decoro.

Passare al forno caldo a 200° per 40'. Nel caso che si bruciasse le mandorle coprire con carta metallizzata. Sfornare e lasciare intiepidire

20 giugno 2008

Gnocchi al pomdoro





Oggi con mio marito siamo andati a pranzare al ristorante italiano, sardo per l´esattezza. Anche se piccolo, é il migliore di tutta Düsseldorf. Se venite da queste parti, non perdetevelo: si chiama Su Nuraghe e lo trovate qui. Vera cucina casalinga italiana... per i nostalgici, questo é il posto migliore!!!

Non é vegetariano, ma sono sempre disponibili a preparare quello che si chiede, soprattutto se non si va in orario di punta (spesso ci sono le file fuori dal locale!!).
Mio marito ha preso delle fettuccine agli asparagi con salsa allo zafferano e io il mio primo preferito: gnocchi al pomodoro! Sembravano proprio quelli di mia mamma, solo la forma era un po´diversa...
... quindi... ecco la ricetta della mamma. La copio spudoratamente dal suo (neonato) blog. Come noterete é appassionata della rivista "La cucina italiana", a casa avrá centinaia di riviste... sará cosí che é nata la mia passione per la cucina? Mah?!


Ingredienti dose per 6 persone

patate farinose
............Kg 1

farina bianca...............gr 150
semolino
.........................gr 100

burro
................................gr 100

salsa di pomodoro casalinga
- sale


Tempo occorente: circa un'ora


Lavate le patate, ponetele in una casseruola, copritele di acqua fredda, salate, incorpechiate e mettete il recipiente sul fuoco, cuocendole, dall'inizio dell'ebolizione, per 30 minuti; a cottura avvenuta scolatele, pelatele subito e passatele ancora bollenti, allo schiacciapatate, facendo cadere il risultato sulla spianatoia infarinata. Incorporatevi poco a poco gr 100 di farina bianca e il semolino, ottenendo l'impasto di giusta consistenza: lavoratelo bene per averlo liscio e uniforme sino a quando non si staccherà più alle mani. Ricavate allora dalla pasta tanti bastoncini grossi come un dito mignolo e tagliateli a pezzettini lunghi circa un centimetro, badando che la spianatoia sia sempre infarinata affinchè non si appiccichino fra loro.


Comprimete leggermente ogni pezzetto di pasta con il pollice posandolo al caso su un cucchiaio di legno e facendolo cadere sulla spianatoia, sempre infarinata; dovranno risultare degli gnocchetti grossi la metà dei normali e piuttosto morbidi.



Lessateli in abbondante acqua salata, cuocendoli per pochi minuti a fiamma vivace; mano mano che vengono a galla scolateli servendovi di un mestolo forato e metteteli in un piatto di portata profondo e ben caldo, o meglio ancora in una terrina sempre calda. Intanto fate sciogliere il burro e quando sarà spumeggiante versatelo sugli gnocchi mescolando bene; conditeli poi con abbondante salsa di pomodoro bollente, mescolate di nuovo bene e con delicatezza indi serviteli.


Fonte: "la cucina italiana" febbraio 1974



Buon appetito!!


23 marzo 2008

Zucca con panir marinato




Questi sono stati i giorni della zucca.
Dei nostri amici ci hanno portato una zucca enorme, saranno stati almeno 50 cm di diametro!!! E la loro richiesta é stata: cucinatela in piú modi possibili!!!
E cosí abbiamo fatto.
A dire il vero questa zucca non é tra le mie preferite: acquosa e piena di filamenti. Quindi prima finisce meglio é!!! :)

La ricetta piú gettonata é stata questa:

Preparate il panir come indicato, e una volta scolato, pressatelo almeno 30-45 minuti.

Nel frattempo prendete della zucca, tagliatela a fette spesse almeno 2 cm, sbucciatela e mettetela su una teglia coperta con della carta da forno. Conditela con un filo di olio di girasole, sale e pepe. Cucinatela al dente.

Toglietela dal forno e fatela raffreddare e tagliatela a cubetti.
Tagliare il panir a cubetti di 1 cm. Mescolate curcuma, sale, e un pizzico di paprika, e marinate il panir. Mettete a scaldare l´olio per friggere il panir.

Quando l´olio é quasi caldo, mettete sul fuoco una seconda pentola dove scioglierete una noce di burro, salvia e rosmarino. Mettete la zucca a rosolare nel burro.
Friggete il panir per alcuni minuti: deve rimanere bianco con i bordi appena rosati.
Scolatelo e aggiungetelo alla zucca.
Spegnere il fuoco e far riposare alcuni minuti.

Pronto!!!

20 dicembre 2007

Minestra al grano saraceno



Una minestra dai gusti montanari per una fredda giornata d'inverno.

Mettete a bollire una pentola d'acqua con un cucchiaino colmo di dado vegetale casalingo.

Nel frattempo che l'acqua si scalda tagliate a listarelle 3 foglie di verza e a rondelle una carota(ina). Lavare e mettere in pentola.

Fare bollire una diecina di minuti.

Lavare 200 g di grano saraceno intero. Mettere in pentola e far cuocere 20-25 minuti.

In una padellina scaldare una noce di burro (o olio secondo i gusti). Quando è caldo aggiungere mezzo cucchiaino di curcuma e del pepe nero. Fare soffriggere alcuni secondi e poi versare nella pentola della zuppa (attenti agli schizzi!). Mescolare e fare riposare 5 minuti.

Se è il caso, regolare di sale.

E' pronto!!

Patate dorate al latte di cocco



Ricettina semplice per una cena senza voglia di cucinare...

Mettere a scaldare dell'acqua+sale grosso in una pentola.
Sbucciare, lavare e tagliare a fettine 4 patate grosse.
Farle bollire finchè sono al dente.

Nel frattempo scaldare una noce di burro e aggiungere dello zenzero fresco grattuggiato (o a fettine/dadini). Fare rosolare alcuni secondi. Aggiungere mezzo cucchiaino di curcuma e un pizzico di pepe nero. Aggiungere 400ml di latte di cocco. Mescolare e regolare di sale. Appena inizia a bollire spegnere il fuoco.

Scaldare il forno a 180°C

Imburrare appena appena il fondo di una teglia da forno.
Mettere le fettine di patate su uno strato unico e cospargerle con il latte di cocco alle spezie.
Fare cucinare finchè dorato e il latte di cocco si è rappreso separandosi dal suo olio.


Per una versione vegan sostituire la margarina vegetale o olio di girasole al burro.

16 dicembre 2007

Thepla di rape


Questa è un pane tipico del Gujarat e può essere servito sia caldo che freddo per colazione, durante un pasto o come snack. Nella foto l'ho servito con l'achaar di verdure miste e con dello yogurt al naturale
Ecco la mia versione:

Fare marinare per almeno 30 minuti 1 rapa grattuggiata con 1 cucchiaino di paprika dolce/piccante, mezzo cucchiaino di curcuma, 1 cucchiaio di olio di semi di girasole, 2 cucchiai di yogurt bianco intero e regolare di sale.

Impastare 300g di farina integrale con la marinata. Regolare di sale e se necessario aggiungere acqua fino ad avere un'impasto omogeneo ed elastico.

Lasciare riposare (facoltativo)

Dividete l'impasto in palline e tirarle con il mattarello su un piano di lavoro infarinato finchè sono spesse 1-2mm

Scaldare una padella pesante, o antiaderente. Quando sarà ben calda, mettete un thepla. Non appena inizia a fare delle visciche spalmarlo con un velo di burro; girare dall'altro lato. Quando è quasi cotto pennellare con burro anche dall'altro lato. Girare per alcuni secondi (mezzo minuto??) e toglierlo dalla padella.

Continuare a cuocere gli altri.



Nell'impasto non avevo messo abbastanza sale. Quindi quando l'ho spalmato di burro la prima volta ne ho aggiunto un po'. Devo dire che sono diventati particolarmente saporiti!!! meglio del solito!

Burro?! mi chiederete... eh sì... dai siamo d'inverno e un po' di burro ci aiuta a difenderci dal freddo... non fa tanto male se non se ne abbusa!!!

09 dicembre 2007

Orzotto d'inverno alla salsa di zenzero




Dopo quasi un anno di assenza finalmente posso rimetter mano al mio amato blog.
Per iniziare ecco una ricetta invernale con un tocco d'esotico.

Lavare 250 g di orzo perlato. Fare scaldare una pentola d'acqua salata, prima che bolle spegnete il fuoco e mettete a bagno l'orzo.

Nel frattempo preparate le verdure: lavate alcune foglie di cavolo nero, 6 cavolini di Bruxelles, un cuore di sedano verde, oppure un gambo abbastanza grande.
Tagliate il sedano e il cavolo e dividete in quarti i cavolini.

Scolate l'orzo.
Nella pentola scaldate una noce di burro e quando sarà sciolto aggiungete il sedano. Quando è ben rosolato aggiungete del pepe e curcuma, fate rosolare. Poi aggiungete 1/2 cucchiaino di zucchero e 2 cucchiai abbondanti di passata di pomodoro. Fare rosolare per circa 3 minuti.

Aggiungete i cavolini e circa 3 cucchiai di acqua per liquefare il sugo. Aggiungere l'orzo e mescolare fin quando (a fuoco basso!!) avrà assorbito tutta l'acqua. Poi aggiungere 1/2 bicchiere d'acqua e il cavolo nero; mescolare finchè l'acqua sarà di nuovo completamente assorbita
Tutto questo è per far insaporire bene l'orzo.

Coprite con acqua, salate, mescolate e mettete il coperchio.
Fare cucinare finchè l'orzo sarà cotto. Se necessita, aggiungere acqua.


Ora prepariamo la salsa:

Mettere in una padellina circa un cucchiaio di olio di girasole. Quando caldo, aggiungere un cucchiaio abbondante di zenzero grattuggiato e far soffriggere per circa 20", stando attenti che lo zenzero non diventi dorato!
aggiungere 20 cl di panna di soya (una confezione), una grattatina di noce moscata, un pizzico di cannella, 1 o 2 di peperoncino e uno di sale. Fare bollire lentamente finchè si raddensa.

Impiattare l'orzo e servirlo con la salsina calda.



clicca sulle immagini per ingrandirle!


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Questa ricetta l'ho mandata a
Francesca per l'iniziativa

Aspettando Natale 2007



clicca sul logo per aprire la pagina!!!

19 dicembre 2006

Esse




Cara Nanna, per il tuo meme ho pensato a questo dolce, anche se non proprio esclusivamente natalizio. Ma é quello che mi fa pensare alla colazione della mattina di Natale con i regali appena scartati sulla tavola, é quella che mi fa sentire circondata dall´affetto della mia nonna e bisnonna, é quello che mi fa ricordare che anche nella piú completa semplicitá e perché no, povertá, si puó trovare felicitá e serenitá. E´la ricetta che mi fa sentire a casa, anche se sono in Germania e passeró il mio primo Natale fuori dall´Italia e con la mia nuova famiglia. Peró ti assicuro che con il profumo che c´é in giro... mi sento a casa dai miei!!!!!

Se la mia ricetta vi piacerá, potete votarmi QUI
La ricetta che vi voglio proporre é un dolce a me molto caro. E´un dolce tipico delle campagne rovigote, che la mia nonna preparava sempre per ogni festa... (ora sono io che glielo preparo!!).
la torta dei contadini, quella con ingredienti "poveri"... quella dove si sente il sapore del grano e ti invita a essere mangiata con una tazza di latte, magari appena munto, davanti al focolare con una fisarmonica che suona o con la bisnonna che racconta una fiaba...

Il procedimento é molto semplice. Prendete mezzo kilo di farina, aggiungete 8 cucchiai di zucchero, circa 80g di burro, una bustina di lievito (la mia nonna usava il cremor tartaro), una bustina di vanilina, la buccia di un limone bio grattuggiata (solo appena appena la parte gialla) e latte quanto basta per un impasto morbido ma consistente. Circa a metá tra una torta e l´impasto del pane.
Versate l´impasto a cucchiaiate sulla teglia coperta da carta da forno. L´altezza dovrebbe essere intorno ai due cm. Potete dare una forma tipica di "S" oppure dei filoncini oppure delle mini tortine. Spolverate di zucchero semolato (io preferisco quello di canna) e decorare con mandorle sgusciate. Oggi l´ho decorato con granella di mandorle.

Mettete in forno a circa 180 °C fino a cottura ultimata. Se lo volete piú biscottato, dovete cucinarlo di piú, se invece lo volete a torta, ci vuole meno tempo.
Se per caso l´impasto che avete fatto sia leggermente piú morbido, é probabile che all´interno sembra bagnato, anche se perfettamente cotto. (imparato dai miei errori...)
Lasciare raffreddare.


Ecco le mie nonne. Quella della ricetta é quella infondo, quella non in nero. E´la mia nonna polentona, quella dal polesine. L´altra é invece quella siciliana, da Palermo. Non é detto che una delle prossime ricette non venga dall´altra nonna!!!! La para condicio ci vuole anche con loro!!!

20 novembre 2006

Salsa fusion alle mele cotogne


Questa è la storia due mele cotogne mezze acerbe che dopo una settimana di alloggio nella mia cucina non ne volevano saperne di maturare. Per il loro viaggio erano accompagnate da una pera anch'essa abbastanza acerba e una banana verdastra...

Cosa fare con questa frutta? O aspettare che diventa matura o... una bella salsina!!!

Ecco come fare.

Prendete le due mele cotogne, lavatele, sbucciatele e tagliatele a tocchetti.
In una pentola fate sciogliere del burro. Aggiungete quindi 1 cucchiaino e mezzo di semi di coriandolo e un pezzettino di bastoncino di cannella. Fate soffriggere per circa un minuto. Aggiungete le mele cotogne e fate rosolare per almeno 5 minuti.
Nel frattempo sbucciate mezza pera e tagliatela a pezzettini. Aggiungetela alle mele e continuate a far cuocere.
Quando la frutta è quasi cotta (ancora soda e non sfatta) aggiungete la banana a pezzettini. Mescolate e lasciate cuocere per 1-2 minuti.
A questo punto aggiungete un cucchiaino di rafano (cren) abbastanza colmo. Mescolate e lasciate cucinare per alcuni minuti, fino a quando la banana inizia a sfaldarsi.
Togliete dal fuoco e fate raffreddare.

Cren: il rafano che ho usato io è quello fresco del giardino, grattuggiato e conservato in vasetti da mia mamma. Potete ovviamente usare anche quello in vasetti, anche se fresco porta tutt altro sapore!!

Frutto di cotogno (Cydonia oblonga Mill.): originario dell’Asia Minore e della zona caucasica, diffuso principalmente nell’areale occidentale del Mediterraneo ed in Cina; in Italia si è verificata una evidente contrazione della produzione a partire dagli anni '60 fino ad oggi, momento in cui se ne trovano pochissimi.
E' un frutto della famiglia delle mele e delle pere. La polpa è facilmente ossidabile , poco dolce ed astringente.
Già dal medioevo non venivano più mangiate crude, ma usate per preparare marmellate o composti con frutta cruda.

Veniva detto che... la partoriente che mangiava mele cotogne, avrebbe dato figli di segnato ingegno.
Penso che la ricetta italiana più famosa a base di mele cotogne è la Mostarda.
 

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